CARNEVALE: tutto ciò che c’è da sapere

CARNEVALE: tutto ciò che c’è da sapere

27 Gennaio 2019 Off Di Beatrice
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Il Carnevale è senza dubbio la festa più pazza e variopinta dell’anno, dove tutto è permesso e dove il gioco, lo scherzo e la finzione diventano, per un po’, una regola.
Si tratta di una delle ricorrenze più diffuse e popolari del mondo.

QUANDO E’ CARNEVALE?

Innanzitutto, perché ogni anno la data del martedì grasso e del Carnevale cambia?
In realtà il Carnevale è strettamente legato alla Pasqua perché al termine del periodi di Carnevale, segnato dai tradizionali festeggiamenti, arriva il Mercoledì delle Ceneri che segna l’inizio della Quaresima, un periodo caratterizzato, invece, da una maggiore sobrietà, anche spirituale.
Quindi, per sapere quando è Carnevale bisogna partire dalla data della domenica di Pasqua, che cade sempre la domenica dopo il primo plenilunio di primavera. Partendo quindi dalla domenica di Pasqua si devono sottrarre sei settimane: le prime cinque sono di Quaresima, la sesta settimana invece è quella di Carnevale.

CARNEVALE 2019: LE DATE

Quindi, partendo da queste premesse possiamo facilmente capire quando sarà la settimana di Carnevale 2019.
La domenica di Pasqua nel 2019 sarà il 21 aprile, quindi tornando indietro di sei settimane scopriamo che il giovedì grasso quest’anno sarà il 28 febbraio, mentre il martedì grasso 2019, quindi l’ultimo giorno di Carnevale, sarà il 5 marzo, il giorno successivo al martedì grasso, quindi mercoledì 6 marzo, è il Mercoledì delle Ceneri il giorno che da inizio alla Quaresima che ci porterà fino alla Pasqua.
Ecco di seguito pertanto le date di questo Carnevale 2019:

  • Giovedì grasso: 28 febbraio
  • Martedì grasso: 5 marzo
  • Mercoledì delle Ceneri: 6 marzo
  • Ultimo giorno del Carnevale Ambrosiano: sabato 9 marzo

La storia del Carnevale ha origini molto antiche e probabilmente anche molto incerte.
Nella cultura cattolica il Carnevale, il cui termine deriva da “carnem levare”, letteralmente “privarsi della carne”, rappresenta il periodo prima della Quaresima durante la quale non è concesso mangiare la carne.
Il giorno prima del Mercoledì delle Ceneri ossia il Martedì Grasso, fa riferimento al consumo di cibi prelibati e gustosi che, soprattutto in passato quando la festa religiosa era maggiormente sentita, venivano consumati in questo giorno che segnava poi la vigilia del digiuno quaresimale.

Nel Medioevo i festeggiamenti del Carnevale avevano anche un’origine contadina. Questo periodo coincide, infatti, con l’inizio dell’anno agricolo. In molti paesi d’Europa si realizzava un corteo di maschere di fantasmi o anime di morti che “rassicuravano” i contadini offrendo protezione al nuovo raccolto.
Spesso si chiudevano le feste bruciando un fantoccio, simbolo dell’anno vecchio. La “morte del Carnevale” si identifica con il dare fuoco, nei tempi remoti, dai sacrifici umani ai fantocci per scacciare la stagione passata e invocare l’arrivo della primavera portatrice di buoni raccolti e rappresentava un rito di fecondità e fertilità.
Il rogo del fantoccio rappresenta la morte dell’inverno e delle privazione che in genere porta.

La storia del Carnevale dunque dà tutt’altro significato a questa festività rispetto a quello religioso infatti in sostanza era un modo per salutare l’inverno dando il benvenuto alla stagione primaverile portatrice di fertilità e fecondità ma i festeggiamenti sregolati e lussuriosi del Medioevo furono presto ridimensionati in quanto non visti di buon occhio dalla Chiesa.
Con il passare dei secoli, il Carnevale è rimasto una manifestazione popolare con cortei, balli in maschera e scherzi, perché, come ricorda un vecchio proverbio, “a Carnevale ogni scherzo vale”.

Attrazione per turisti

Il Carnevale è una festa popolare e quindi ogni comunità locale o quasi ha il proprio Carnevale o quantomeno in ogni territorio vengono organizzati eventi e feste in questo periodo dell’anno. Solo alcuni di questi però hanno assunto nel corso degli anni una rilevanza tale da andare oltre la dimensione locale per diventare vere e proprie attrazioni anche per i turisti.

I più noti si conoscono: chi non ha visto immagini televisive o film in cui veniva mostrato il famosissimo Carnevale di Rio de Janeiro?
In Italia celebre è il Carnevale di Venezia che attrae centinaia di migliaia di visitatori ogni anno che si assumano ai già moltissimi turisti che accalcano la città lagunare ma anche il Carnevale di Viareggio, il Carnevale di Ivrea, famoso per il lancio delle arance, il Carnevale di Cento in provincia di Ferrara ed altri.
Al giorno d’oggi il Carnevale viene festeggiato in varie parti del mondo ma non sempre le date d’inizio e fine dei festeggiamenti sono uguali in tutte le culture.

La Tradizione

Protagoniste assolute del Carnevale, neanche a dirlo, sono le maschere. In passato il mascheramento rappresentava un temporaneo rovesciamento dell’ordine precostituito, da cui derivava anche la pratica dello scherzo e della dissolutezza. Si trattava, inoltre di una forma di schermo nei confronti dei potenti ma anche dei vizi e dei tipi umani.

Proprio per questo motivo, ogni zona d’Italia possiede la sua maschera di Carnevale tradizionale e caratteristica, legata ad un preciso periodo del teatro dell’arte: Pantalone per il Veneto, Pulcinella per la Campania, Gianduia per il Piemonte e Arlecchino per la bergamasca solo per citarne alcune tra le più famose.

Ogni città italiana a Febbraio è invasa di maschere , coriandoli, musiche e colori che creano un’atmosfera unica. Questo mese è anche il periodo dei semi del coriandolo che venivano usati nel passato glassati con lo zucchero, dando avvio alla tradizione dei coriandoli di Carnevale, in un secondo momento formati poi da pallottoline di gesso e attualmente divenuti i largamente conosciuti e adorati dischetti di carta colorata.

Oltre ai travestimenti, ai balli e alle sfilate, il Carnevale è un periodo dell’anno in cui si mangiano piatti ricchi e calorici, prima del lungo periodo di digiuno e penitenza come dovrebbe essere quello della Quaresima. I piatti tipici del Carnevale, infatti, sono tutti fritti e a base di carne di maiale. Ciò è dovuto al fatto che nei mesi di gennaio e febbraio c’era l’usanza di macellare i maiali. Abbondavano, quindi, strutto e lardo di maiale, che venivano usati per friggere soprattutto i dolci. Nascono così le chiacchiere, le frappe, le castagnole, gli struffoli, i cenci e le zeppole.

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