Come pulire la lavatrice eliminando i cattivi odori

Come pulire la lavatrice eliminando i cattivi odori

11 Settembre 2019 Off Di Beatrice
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Se il bucato dopo il lavaggio emana un cattivo odore, forse avete la lavatrice è sporca ed è ora di pulirla. Bastano pochi ingredienti naturali e un po’ di olio di gomito per avere un bucato perfetto e una lavatrice che duri a lungo.

Quante volte ti è capitato di avviare la lavatrice, ad esempio dopo un’estenuante giornata di lavoro, e di lasciare dentro il bucato (magari anche con l’oblò chiuso) fino al mattino successivo, perché te ne sei dimenticata o semplicemente perché eri troppo stanca per metterti a stendere i panni? Ecco, questa è una di quelle cose che si può definire una cattiva abitudine. La maggior parte delle persone pensa che l’interno della lavatrice sia senz’altro pulito, ma talvolta si sbaglia. Pulire la lavatrice serve eccome.

Nel cestello si possono annidare muffa, germi e batteri, producendo un cattivo odore. I nemici più pericolosi della lavatrice sono senza dubbio il calcare e i residui di detersivo che tendono ad intaccare le parti funzionali dell’elettrodomestico causandone, a lungo andare, la rottura.

Anche il cestello, il filtro e le vaschette del detersivo possono diventare ricettacoli di germi e batteri e accumulare depositi di sporco incrostato: il risultato più evidente è un bucato maleodorante, grigio e sicuramente non igienizzato.

Sconfiggerli è molto semplice e richiede poco tempo, bastano un po’ di olio di gomito e qualche ingrediente naturale che tutte noi abbiamo in cucina. I cosiddetti rimedi della nonna non vanno mai sottovalutati, anche perché fanno risparmiare molto tempo prezioso (oltre ad essere efficaci). Provare per credere! Vediamo come..

INGREDIENTI:

Come pulire il cestello della lavatrice 

Bisognerebbe programmare una volta al mese un lavaggio a vuoto (ad alte temperature) in questo modo

  1. versare direttamente nel cestello 1/2 litro di aceto bianco
  2. aggiungere il succo di mezzo limone oppure 10 gocce di olio essenziale di lavanda
  3. versa l’aceto di vino bianco nella vaschetta riservata al detersivo. Usane quanto basta a riempirla
  4. potete aggiungere nella vaschetta anche 1 o 2 cucchiai di bicarbonato di sodio per potenziare l’effetto igienizzante e sgrassante dell’aceto.
  5. avviare un programma di lavaggio abbastanza lungo ad una temperatura superiore ai 60°
  6. Imposta un secondo risciacquo. Avvialo senza aggiungere né aceto né detersivo all’acqua. Questo secondo risciacquo servirà a eliminare l’odore di aceto e l’eventuale sporcizia rimasta.

L’odore di aceto svanirà completamente durante il lavaggio. Il risultato sarà un cestello splendente e igienizzato, tubi liberi dal calcare e il bucato al prossimo lavaggio non puzzerà più’.

Come pulire il filtro

Il filtro di scarico dell’acqua è di norma posizionato in basso nella parte frontale della lavatrice ed è protetto da un piccolo sportello. La rimozione del filtro va fatta quando la macchina non è in funzione e dopo aver accuratamente chiuso l’acqua. Quando effettui questa operazione, tieni sempre un contenitore sotto allo sportellino, perché è possibile che fuoriescono acqua e sporco residui. Una volta smontato, pulisci il filtro mettendolo sotto un getto di acqua corrente e se il filtro è particolarmente incrostato a causa del calcare e dello sporco, puoi lasciarlo in ammollo in una soluzione composta da acqua e aceto per qualche ora e grattarlo con un vecchio spazzolino.

Consigli:

Pulire la lavatrice può significare semplicemente azionare un programma che usi l’acqua molto calda ogni tanto. Magari quando si lavano copri lenzuola, tappetini per il bagno o altri tessuti che non si danneggiano con le alte temperature. Già a 60° i germi e i batteri difficilmente resistono, a 90° state certi che sono tutti spariti. Ovviamente non tutto il bucato si può fare ad alte temperature, quindi serve una manutenzione regolare dell’elettrodomestico. E’ inoltre molto utile tenere sempre lo sportello aperto tra un lavaggio e l’altro, di modo che l’umidità interna al cestello non diventi l’ambiente adatto al proliferare di muffe.

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