Curry, proprietà ed utilizzi

Curry, proprietà ed utilizzi

12 Maggio 2019 Off Di Beatrice
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Il fascino unico delle spezie orientali: gli aromi e i sapori di queste essenze trasformano infatti i piatti più semplici in un tripudio di colori e inimitabili sapori. Accomodiamoci dunque sul colorato tappeto volante delle spezie e iniziamo a scoprire tutto ciò che è interessante sapere sul curry

Per prima cosa, in India non esiste nessun cibo chiamato curry: è un termine che venne inventato dagli europei della Compagnia delle Indie orientali nel Cinquecento probabilmente a partire dalle parole tamil khari o caril, che indicavano un particolare mix di spezie e il piatto cucinato con quel mix.
La cosa più simile che esista in India è la Garam masala, un miscuglio di spezie piccante e saporito che varia da regione a regione e da famiglia a famiglia. Comunemente prevede semi di cumino, cannella, cardamomo, pepe nero e chiodi di garofano e l’abbondanza di curcuma..

Questa miscela può essere dolce, piccante o piccantissima. Nessun curry è uguale ad un altro, in quanto variando la scelta e le dosi delle singole spezie può cambiare completamente il sapore finale. La preparazione della miscela è considerata in India il segreto principale del successo di uno chef o di una padrona di casa. 

Proprietà

L’ingrediente principale del curry è la curcuma, una pianta appartenete alla famiglia botanica delle Zingiberaceae. La spezia della curcuma, che si ottiene dalla polverizzazione della radice e del rizoma della pianta si è dimostrata molto efficace nella prevenzione o nel trattamento di alcune patologie.
Il potere preventivo del curry è quindi legato al potenziale anticancerogeno, antinfiammatorio ed antiossidante della curcumina.
Contiene potassio, sodio, magnesio, ferro, zinco e tanti altri minerali indispensabili per il corretto funzionamento del nostro organismo.
Il curry in particolare fa bene alla digestione e disinfetta. La stessa azione antinfiammatoria e antiossidante del curry sarebbe efficace anche per ridurre il rischio di attacco cardiaco: il curry dà infatti un piccolo aiuto anche al cuore, agendo a livello venoso e stimolando il flusso ematico. In più, questa spezia regola il metabolismo e fa bruciare grassi, stimolando al contempo la secrezione di acidi biliari.

Perché utilizzare il curry?

• È disinfettante
• Regola il metabolismo
• Aiuta la digestione
• Brucia i grassi
• Antinfiammatorio

• Antiossidante
• Riduce il rischio infarto
• Previene il diabete tipo 2

Curry, controindicazioni

La curcuma presente nel curry, stimola, tra le altre cose, la secrezione di acidi biliari. È per questo che coloro che soffrono di malattie ostruttive le vie biliari come i calcoli renali non dovrebbero fare uso di curry. Dovrebbe evitarlo anche chi soffre di ulcere gastriche o gastriti, per via della presenza del pepe, così come il peperoncino potrebbe causare irritazioni e infiammazioni a carico dell’apparato urinario. Se va bene in gravidanza, infine, il curry andrebbe evitato durante l’allattamento.

Da evitare dunque il curry in caso di:

• Calcoli renali
• Ulcere
• Gastrite
• Infiammazioni urinarie
• Allattamento

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Curry, le spezie che lo compongono

L’aroma tipico del curry è diretta conseguenza del mix di spezie che si scelgono di utilizzare ma anche delle proporzioni tra di esse. 

Solitamente in quantitativo maggiore ci sono:
• Coriandolo • Cumino • Curcuma • Semi di senape • Semi di finocchio • Cardamomo • Fieno greco

In quantitativo minore invece:
• Pepe • Peperoncino • Zenzero • Chiodi di garofano • Cannella • Noce moscata

CURRY, LA RICETTA PER PREPARARLO IN CASA

Esistono molte varianti nella composizione del curry, sia a livello commerciale che casalingo. La tradizione vuole che le spezie vengano pestate e ridotte in polvere con il mortaio.

  • Semi di cumino (1 cucchiaio)
  • Semi di coriandolo (2 cucchiai)
  • Semi di finocchio (1 cucchiaio)
  • Semi di senape (1 cucchiaio)
  • Pepe nero in grani (mezzo cucchiaio)
  • Chiodi di garofano (2 o 3 di numero)
  • Zenzero in polvere (da ½ a 1 cucchiaio)
  • Curcuma (1/2 cucchiai)
  • Peperoncino in polvere (a piacere, ma non più di mezzo cucchiaio)

Versate gli ingredienti semi di cumino, di coriandolo, di finocchio, pepe nero in grani e chiodi di garofano in una padella senza altre aggiunte e tostate a fuoco medio per circa 6-8 minuti avendo l’accortezza di mescolare continuamente con un cucchiaio di legno. Spegnete il fuoco e lasciate raffreddare (circa 10 minuti).

Macinate i semi tostati con un macinino da caffè, oppure pestateli in un mortaio. Raccogliete poi la polvere ottenuta in una ciotola e aggiungete un cucchiaio di curcuma in polvere, dello zenzero in polvere (da mezzo a 1 cucchiaio) e perperoncino in polvere (a piacere ma non superare il mezzo cucchiaio). Mescolate, poi mettete in un barattolo di vetro a chiusura ermetica e conservate in un luogo fresco e asciutto.

Uso in cucina

In cucina il curry può essere utilizzato davvero in mille modi. Dalle zuppe, alle verdure, alle carni, persino nei dolci. Risulta ottimo per la preparazione di biryani e risotti pulao, tipici della cucina indiana.


Questa miscela di spezie di cui esistono numerosissime varianti dà un profumo e un sapore speciale a tanti piatti della cucina orientale, e non solo… Il più famoso di tutti? Il pollo al curry ovviamente! Ma chi non ha mai sentito parlare dei sughi e delle salse al curry che insaporiscono cous cous, gamberi, riso, scaloppine e spezzatini vari?

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