Sharing mobility, dall’auto al monopattino

Sharing mobility, dall’auto al monopattino

6 Febbraio 2019 Off Di Beatrice
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Sharing che passione!
Non solo bike, car, scooter, van, ecco adesso anche il monopattino elettrico in sharing

Con i termini sharing mobility si fa riferimento al fenomeno, che rientra nello spettro della sharing economy, per il quale i trasferimenti da un luogo ad un altro, ovvero la mobilità, avvengono con mezzi e veicoli “condivisi”: le persone non usano la propria auto, la propria bicicletta, il proprio scooter, ma utilizzano servizi di noleggio a ore del mezzo.

“Significa dunque ridurre l’inquinamento, ridurre il congestionamento del traffico cittadino e che possa consentire alle persone non solo l’utilizzo del trasporto ma la creazione di una comunità all’interno delle città, in modo tale che le persone abbiano la vita più facile nel momento in cui devono spostarsi dentro i centri urbani”

Quali sono le caratteristiche della sharing mobility?
  • Fa bene all’ambiente e al traffico Riduzione delle percorrenze con veicoli privati tra il 16% e 20%, riduzione conseguente delle emissioni di CO2, riduzione del numero di auto di proprietà tra il 10 e il 40% per chi sceglie Carsharing e circa il 50% degli utenti di Bikesharing che passa dal volante al manubrio.
  • uso delle piattaforme digitali Nella sharing mobility la tecnologia è un supporto indispensabile: siti internet, app per dispositivi mobile sono necessari per abilitare il modello di servizio collaborativo e renderlo utile, scalabile, originale. Le piattaforme digitali permettono di creare relazioni e scambi oltre i confini fisici, in modo più veloce ed efficace, abbattendo i costi di transizione.

L’iter da seguire è sempre lo stesso: scaricando l’App ed iscrivendosi alla piattaforma, si inseriscono i dati della carta credito.
Grazie al GPS possiamo cercare la bici o il motorino elettrico più vicino a noi e con un semplice click sbloccarlo e partire verso la nostra meta.
Il metodo è molto semplice e si chiama “accesso libero”, cioè il fatto di avere il veicolo disponibile in zone di parcheggio non predefinite e non sempre fisse, ma rintracciabili attraverso l’app.

Si prende il veicolo per mezz’ora o un’ora, mezza giornata o pochi minuti, insomma il tempo necessario e lo si può parcheggiare dove si vuole. Questa disponibilità immediata ha creato un interesse generale diffuso. Soprattutto nelle metropoli italiane in cui i mezzi pubblici non bastano mai.

MOBIKE in giro per Bologna

2500 bici a fine anno (di queste 300 a pedalata assistita). Un servizio che cercherà di tenere assieme la tecnologia free-floating (lasciare la bici ovunque ma a costo maggiorato) con il parcheggio nelle postazioni visibili ad un prezzo scontato.
Qualora si scegliesse come punto di sosta una delle 200 postazioni sparse per la città (ognuna disterà 2-300 metri dall’altra), il prezzo sarà di 30 centesimi ogni mezz’ora. Terminato questo primo periodo (dopo l’estate quindi) le tariffe saliranno a 0,60 centesimi. Sarà però possibile parcheggiare le due ruote anche fuori dalle postazioni (e pure fuori dalla copertura del sistema) ma a quel punto il costo aumenta (0,60 centesimi fino a luglio e poi 0,99 centesimi). E i più indisciplinati, coloro che lasceranno le due ruote fuori dagli spazi consentiti dal codice della strada, rischiano di rimanere esclusi dal servizio.

Oltre alle tariffe, saranno previsti pure degli abbonamenti (proprio come funziona con gli autobus).
Lo sharing mobility a Bologna sarà differente da quello presente in altre città italiane. L’obiettivo di fondo è stato correggere alcune criticità emerse altrove, che hanno riguardato soprattutto il parcheggio da parte degli utenti a fine servizio. Da qui la decisione di premiare i ciclisti più corretti e far pagare di più gli altri.

Il funzionamento, è lo stesso per le altre città e sembra essere semplice. Alle bici si accede attraverso un app (MOBIKE) scaricabile sul proprio smartphone con pagamento elettronico. Il bike sharing alla bolognese messo in campo da Mobike per i prossimi sei anni, sarà attivo 24 ore su 24.

Una roadmap per la sharing mobility
A seguito di un processo di partecipazione attiva dei suoi membri, l’Osservatorio ha elaborato una Roadmap condivisa che individua alcuni temi prioritari su cui intervenire subito.
Importante è l’inserimento della sharing mobility nel nuovo Codice della strada. Incentivi fiscali agli operatori e agli utilizzatori di sharing, con nuove forme di assicurazione ed una pianificazione urbana che consideri la sharing mobility come alleato del trasporto pubblico.

Ma non solo.. ci sarà anche da noi il MONOPATTINO?

Non ha pedali, ma due ruote, ed è completamente green. È meno ingombrante di una bici e più pratico di un’automobile. Negli Stati Uniti e in Francia (Lime)ha conquistato migliaia di persone ed è già una rivoluzione tecnologica. Chi l’ha provato ammette che è molto più facile da usare rispetto a uno skateboard e che una volta a bordo è facile mantenere l’equilibrio. Stiamo parlando del monopattino elettrico (Lime), conosciuto anche come e-scooter. Il nuovo, sofisticato (e ultramoderno) mezzo di locomozione che consente agli utenti di muoversi in città in maniera agile, economica e nel pieno rispetto dell’ambiente. L’e-scooter sta diventando il mezzo che cambierà il futuro dei trasporti, in particolare quelli brevi, in città.

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